Appunti di
viaggio per itinerari vicini
Parco Regionale, Gessi
Bolognesi e Calanchi dell'Abadessa
Grotta della Spipola e Grotta del Farneto |
Loiano
Monte Orzale, visita all'Osservatorio Astronomico |
Sasso Marconi
Villa Griffoni e mausoleo di Guglielmo Marconi. |
Marzabotto: Mysa,
città estrusca (6° sec. A.C.) si trovano insediamento
abitativo,
acropoli, templi, necropoli e numerose suppellettili raccolte
nel museo annesso. |
Il "Rulletto" possiede una biblioteca
dove poter trovare libri, documenti e carte utili per individuare
i percorsi turistici. Inoltre organizza previa prenotazione visite
culturali ai luoghi ed alle città |
Le Mille Miglia
Può un paese diventare famoso per le sue
curve? Certo, se il paese è Pianoro e le curve sono quelle
che portano al passo della Futa! Curve percorse dalle memorabili Mille
Miglia di cui ancora risuonano gli echi laggiù, nella valle.
Nuvolari, Varzi, Borzacchini i nostri nonni li hanno visti rombare
da vicino, appostati alla curva della torre, a quella dei "pietrini",
o al"curvòn dlà Cisa". Ma anche la moda ha
i suoi tornanti e adesso si vedono più spesso i moderni centauri,
in gruppi bardati di tutto punto, cavalcare sulle loro grandi cilindrate.
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Il Monte delle Formiche
Bisogna risalire la Val di Zeta per assistere ad un affascinante spettacolo
che solo queste colline possono offrire: l'attuale migrazione dei
maschi delle formiche alate al Monte delle Formiche. Il nome del luogo
è stato dato in onore al volo rituale, quasi una processione,
di questi insetti. Esso avviene sempre nello stesso periodo dell'anno,
ai primi di settembre, in concomitanza con la festa della Madonna
(8 settembre) che la popolazione qui ama celebrare in un modo tutto
particolare, distribuendo ai fedeli sacchetti di formiche benedette.
Una curiosità geologica è inoltre legata al Monte delle
Formiche ed alla zona: al piede, le argille coprono strati di roccia
che conservano pesci fossili del genere "Glupea", inoltre
nel 1964 è .stato ritrovato il fossile di una balena. |
Il Santuario di S. Maria
Arrivati al Monte delle Formiche si deve risalire ancora oltre ...
fino ai secoli XV e XVII, per immergersi in una realtà spirituale
fra le più attiche nel Bolognese. Adire il vero, la pieve di
S. Maria di Zena è ricordata perfino nel X secolo, mentre nel
successivo è citata col nome di S. Maria Barbarese. Solo nel
'400 però, per il fenomeno della migrazione delle formiche
alate, è detinitivantente chiamata S. Maria del Monte delle
Formiche. La guerra ha distrutto la chiesa, che è stata ricostruita
negli anni Cinquanta con il suo bel campanile: ancora oggi ospita
una gioiosa gara di "campanari' che suonano note e rintocchi
tirando le corde delle campane.
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Castelli e Castellum
A Livergnano, nel Medioevo, c'era un castello di proprietà
della famiglia dei Loiani, con tanto di corte e chiesa: sovrastava
il borgo dalla rupe di arenaria che ancora domina la vallata. In Val
di Zena c'era Castel di Zena, costruito nel XII secolo e, ai primi
del novecento, di proprietà della contessa Sassoli de' Bianchi.
Ebbene, tutti questi castelli, e perfino la torre presso Castelnuovo
di Risano (XV sec.), non hanno resistito così bene come il
"castellum" di Monte Bibele, un insediamento fortificato
originario della prima metà del IV secolo a. C. Monte Bibele
custodisce anche un antico sepolcreto etrusco
con centinaia di tombe complete di corredi funerari: reperti importanti
per l'analisi storica del luogo.
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Flora e Fauna
I1 leccio sempre verde, il tarpino nero o "carpinella",
il sorbo selvatico, il nocciolo coi suoi dolci frutti e il corniolo
coi suoi frutti aciduli accompagnanti le passeggiate nei boschi dei
dintorni, ricchi di vegetazione, e nei prati preziosi di alcune erbe
usate in erboristeria come l'equiseto e 1a liquirizia. Diverse varietà
di fiori fanno capolino nell'ombra: la pulmonaria, il sigillo di Salomone
con i suoi candidi campanellini, gli anemoni e i fiori purpurei dell'erba
perla.
Un territorio denso di sorprese, a volte attraversato da mammiferi
come il capriolo, il cervo, il tasso, la volpe, la faina ed ha come
selvaggina stanziale la lepre, la pernice, la starna, il fagiano ed
il cinghiale e, tra i guizzi dei torrenti, dal raro gambero di fiume.
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La balena pliocenica della Val di Zena nella Azienda Agricola Agrituristica "Il Rulletto"
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Lo scultore Davide Rivalta durante una fase di lavorazione del monumento dedicato alla Balena della Val di Zena. Il monumento sorge nel punto esatto dove, circa 2 milioni di anni fa durante il Pliocene si è spiaggiata la balenottera. Le dimensioni della scultura sono quelle reali del Cetaceo (circa 9 metri di lunghezza). |
Scultura del prof.Davide Rivalta riprodotta e collocata nell'luogo del ritrovamento.
Nell’anno 1965, sul versante idrografico sinistro della valle del torrente Zena a pochi chilometri da Pianoro e ad est dell’antica via della Futa nella terra dell'Azienda Agricola Agrituristica "Il Rulletto", sono stati rinvenuti i resti di una balena fossile.
La zona si trova all’interno del cosiddetto “Bacino Intrappenninico bolognese” e interessa i terreni del Pliocene (tra 2 e 5 milioni di anni fa).
La microfauna a foraminiferi raccolta in corrispondenza delle ossa della balena permette di datare con precisione il cetaceo al Piacenziano (2 milioni di anni fa).
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